prima  pagina

notizie dal mondo CAI

newsletter

organi e statuto

storia della sezione

territorio

attivita'

calendario escursioni

alpinismo giovanile

alpinismo arrampicata

sci-escursionismo

tutela ambiente montano

gruppo speleologico

sentieristica

pubblicazioni

il Varco del Paradiso

cronache picentine

i libri di vetta

i martedi' del CAI

flora

fotografie

varieta'

link  e  meteo

la sede

contattaci

 

.

il "bollino" del 2018

 

 

 

COLLINE SALERNITANE

SENTIERO 121

clicca per la descrizione

clicca per la cartina del tratto urbano

 

Per ottenere la chiave di accesso alla pineta del Castello di Arechi telefonare ad Aldo Tisi 3477227413

 

Organi e Statuto


    Il Consiglio Direttivo della Sezione di Salerno del Club Alpino Italiano:

  •  Presidente:         Ciro NOBILE - 339.1695263

  •  Vice presidente: Donato MARTINELLI - 3479185239

  •  Tesoriere:            Diana DE NICOLA - 366.6043707

  •  Segretario:          Luisa BUONOCORE - 338.1643646

  •  Consiglieri:        Francesco AUTUORI, Mario CIOFFI, Alessandro CUNEGO, Camillo GALLO, Ugo LAZZARO, Alfredo NICASTRI, Carmine NOBILE, Aldo TISI

  •  Presidente onorario: Francescopaolo Ferrara

  •  Revisori dei conti: Gianfranca CALENDA, Tina LA TORRE, Anna PALUMBO


Redazione de "Il Varco del Paradiso": Camillo Gallo, Maria Teresa Loffredo, Maria Rosaria Mari, Anna Maria Martorano, Anna Palumbo, Gaetano Troisi
 

Webmaster del sito web  www.caisalerno.it:  Donato Martinelli - 347.9185239

 

Titolati e Qualificati del Club Alpino Italiano

  •  Accompagnatori di Escursionismo di 1' livello (AE): Valerio Bozza (EEA), Sandro Giannattasio, Ugo Lazzaro, Luigi Monetti, Paolo Sarni (EEA - EAI), Carmine Nobile

  •  Accompagnatori Sezionali di Escursionismo (ASE): Myriam Caputo 

  •  Accompagnatori di Alpinismo Giovanile (AAG): David Benbow, Antonella Di Motta, Ciro Nobile

  •  Istruttori della Scuola Nazionale di Speleologia (IS): Mario Petrosino

  •  Operatori Regionali di Tutela Ambiente Montano: Rossana Braca, Myriam Caputo, Paola Daniele, Alma Pietrosanto

  •  Operatori Naturalistici Culturali Nazionali: Anna Maria Martorano.

e-mail: info@caisalerno.it


Statuto della sezione CAI di Salerno

LO STATUTO SEZIONALE, RIAPPROVATO DALL'ASSEMBLEA DEI SOCI IN DATA 14.10.1988 E RIPORTATO NELL'ATTO NOTARILE DEL NOTAIO DOTT. GUGLIELMO BARELA, REP.N° 57702 - RACCOLTA N° 12.665, VIENE COSI' MODIFICATO:

 

STATUTO SEZIONALE

 I N D I C E

 TITOLO I

DENOMINAZIONE – SEDE - DURATA

Art. 1 (Denominazione e durata)

Art. 2 (Natura)

SCOPI E FUNZIONI

Art. 3 (Scopi)

Art. 4 (Locali sede)

TITOLO II

SOCI

Art. 5 (Soci)

Art. 6 (Ammissione)

Art. 7 (Quota associativa)

Art. 8 (Durata)

Art. 9 (Dimissioni)

Art. 10 (Perdita della qualità di Socio)

Art. 11 (Sanzioni disciplinari)

Art. 12 (Ricorsi)

TITOLO III

SEZIONI

Art. 13 (Organi della Sezione)

ASSEMBLEA DEI SOCI

Art. 14 (Assemblea)

Art. 15 (Convocazione)

Art. 16 (Partecipazione)

Art. 17 (Presidente e Segretario dell’Assemblea)

Art. 18 (Deliberazioni)

CONSIGLIO DIRETTIVO

Art. 19 (Composizione e funzioni)

Art. 20 (Durata e scioglimento)

Art. 21 (Convocazione)

Art. 22 (Modalità di convocazione)

PRESIDENTE

Art. 23 (Compiti del Presidente)

TESORIERE E SEGRETARIO

Art. 24 (Compiti del Tesoriere)

Art. 25 (Compiti del Segretario)

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Art. 26 (Composizione e durata)

PRESIDENTE ONORARIO

Art. 26 bis (Nomina del Presidente Onorario)

TITOLO IV

CARICHE SOCIALI

Art. 27(Condizioni di eleggibilità)

 TITOLO V

COMMISSIONI, GRUPPI E SCUOLE

Art. 28 (Commissioni, Gruppi e Scuole)

TITOLO VI

SOTTOSEZIONI

Art. 29 (Costituzione)

TITOLO VII

PATRIMONIO

Art. 30 (Patrimonio) 

TITOLO VIII

AMMINISTRAZIONE

Art. 31 (Esercizio Sociale)

TITOLO IX

CONTROVERSIE

Art. 32 (Tentativo di conciliazione)

TITOLO X

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 33 (Rinvio )

 

TITOLO I

 DENOMINAZIONE- SEDE-DURATA

 Art. 1 – Denominazione, sede e durata

 E’ costituita, con sede legale in Salerno, via Porta di Mare n. 26, l'associazione di volontariato  ai sensi della legge Quadro 11 agosto n. 266/991 e della normativa della Regione Campania in materia N° 11/2007; N° 9/993 e N° 18/1996, denominata “CLUB ALPINO ITALIANO - Sezione di Salerno” con sigla “CAI - Sezione di Salerno”, struttura territoriale del Club Alpino Italiano, di cui fa parte a tutti gli effetti. E’ soggetto di diritto privato, con personalità giuridica riconosciuta, iscritto nel Registro delle persone giuridiche private della Regione Campania al N. 163, dotato di proprio ordinamento che le assicura una autonomia organizzativa, funzionale e patrimoniale. Si rapporta al Raggruppamento Regionale della Campania del Club Alpino Italiano.

L’associazione ha durata illimitata. L’anno sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno.

Lo stendardo dell'associazione è azzurro e reca in centro lo stemma del C.A.I., in alto a sinistra in oro la scritta Club Alpino Italiano ed in basso la scrittura in oro Sezione di Salerno.

 Art. 2 – Natura

L’Associazione, che non ha scopo di lucro, è indipendente, apartitica, aconfessionale ed improntata a principi di democraticità, uniforma il proprio ordinamento alle disposizioni inderogabili dello Statuto e del  Regolamento Generale del Club Alpino Italiano nonché alla normativa della Regione Campania vigente in tema di volontariato e di riconoscimento della personalità giuridica.

 SCOPI E FUNZIONI

 Art. 3 – Scopi

L’Associazione persegue finalità di solidarietà sociali, ricreative e civili e ha per scopo:

- promuovere la pratica dell’alpinismo in tutte le sue forme, l'escursionismo in ogni sua manifestazione e la speleologia, nonché tutte le attività didattiche relative;

- incoraggiare studi e ricerche sull'alpinismo sia nel campo scientifico che dell'attività sportiva;

- tutelare gli interessi generali dell'alpinismo;

- promuovere la conoscenza, lo studio, la tutela e la frequentazione consapevole e rispettosa delle montagne, della natura e dell'ambiente;

- collaborare all'organizzazione del Soccorso Alpino;

- costruire e mantenere in efficienza rifugi, sentieri, bivacchi fissi ed altre opere alpine;

- assumere iniziative e collaborare con tutti gli Enti territoriali e non, associazioni e privati, per la tutela dell'ambiente naturale e montano:

L'associazione per conseguire tali scopi, a favore dei propri soci e di tutti coloro che sono uniti  da un comune interesse per la montagna, in collaborazione con Enti Pubblici e Privati ed altre organizzazioni che si occupano della salvaguardia e sviluppo dell'ambiente, e che comunque hanno le stesse finalità oppure affini, provvede:

a) alla realizzazione, alla manutenzione ed alla gestione di rifugi e bivacchi;

b) al tracciamento, alla realizzazione e alla manutenzione dei sentieri, delle opere alpine e delle attrezzature alpinistiche, anche in collaborazione con le Sezioni consorelle competenti;

c) alla diffusione della frequentazione della montagna e alla organizzazione di iniziative ed attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, speleologiche, naturalistiche, dell’alpinismo giovanile e di quelle ad esse propedeutiche;

d) alla indizione e programmazione, in accordo con le apposite scuole competenti in materia, o alla organizzazione ed alla gestione di corsi di addestramento per le attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, speleologiche, naturalistiche, dell’alpinismo giovanile e di quelle esse propedeutiche;

e) alla programmazione e collaborazione con le apposite Scuole del CAI, competenti per materia, per la formazione di Soci dell’associazione come istruttori di alpinismo e scialpinismo, ed accompagnatori per lo svolgimento delle attività di cui alle lett. c) e d);

f) alla promozione, anche in collaborazione con Enti, ivi compresi gli istituti scolastici, e Associazioni locali di attività scientifiche, culturali, artistiche e didattiche per la diffusione della conoscenza di ogni aspetto della montagna;

g) alla promozione di ogni iniziativa idonea alla tutela ed alla valorizzazione dell’ambiente montano;

h) alla organizzazione, anche in eventuale collaborazione con le altre Sezioni, di idonee iniziative tecniche per la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nello svolgimento di attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, speleologiche, naturalistiche, dell’alpinismo giovanile, nonché a collaborare con il C.N.S.A.S. al Soccorso di persone in stato di pericolo ed al recupero di vittime;

i) a programmare e svolgere attività di solidarietà sociali, nell'ambito delle proprie competenze, in favore delle fasce più deboli della popolazione;

l) a pubblicare il periodico sezionale denominato “Varco del Paradiso” del quale è editrice e proprietaria;

m) a provvedere alla sede dell’associazione, a curare la biblioteca, la cartografia e l’archivio.

E’ vietato lo svolgimento di attività diverse da quelle menzionate, ad eccezione di quelle ad esse connesse.

 Art. 4 – Locali sede

Nei locali della sede non possono svolgersi attività che contrastino con le attività istituzionali. Essi non possono essere utilizzati, neppure temporaneamente, da terzi, se non previo consenso del Consiglio Direttivo e, nei casi di urgenza, del Presidente.

 

TITOLO II

SOCI

Art. 5 – Soci

Sono previste le seguenti categorie di Soci: benemeriti, ordinari, familiari e giovani.

Non è ammessa alcuna altra categoria di Soci.

Partecipano alla attività della Sezione con gli stessi diritti dei Soci ordinari i Soci CAI appartenenti alle Sezioni nazionali che versano la quota associativa sezionale fissata dall’Assemblea.

Il Socio della Sezione (persona fisica) che abbia acquisito particolari meriti alpinistici o benemerenze nell’attività Sociale può essere iscritto, anche alla memoria, in un albo d’onore della Sezione stessa.

 Art. 6 - Ammissione

Chiunque intenda aderire al Club Alpino Italiano deve presentare domanda al Consiglio Direttivo della Sezione, completa dei propri dati anagrafici, su apposito modulo. Se minore di età la domanda deve essere firmata anche da chi esercita la potestà. Il Consiglio Direttivo della Sezione alla quale è stata presentata la domanda decide sull’accettazione. La domanda presentata nell’ultimo bimestre dell’anno ha effetto per l’anno successivo.

Sull'eventuale reiezione motivata della domanda di ammissione o proposta di esclusione dall'elenco dei soci dovrà deliberare l'Assemblea Generale dei Soci nella prima riunione utile.

 Art. 7 – Quota associativa

Il Socio è tenuto a corrispondere alla Sezione:

a) la quota di ammissione, comprensiva del costo della tessera, del distintivo Sociale, delle copie dello Statuto e del Regolamento Generale dei CAI e di quello sezionale, che gli vengono consegnati all’atto dell’iscrizione;

b) la quota associativa annuale;

c) il contributo ordinario annuale per le pubblicazioni Sociali e per le coperture assicurative;

d) eventuali contributi straordinari destinati a fini istituzionali.

Le somme dovute di cui alle lett. b), c), d) del comma precedente devono essere versate entro il 31 marzo di ogni anno.

Il Socio non in regola con i versamenti non potrà partecipare alla vita sezionale, né usufruire dei servizi Sociali, né ricevere le pubblicazioni. Il Socio è considerato moroso se non rinnova la propria adesione versando la quota associativa annuale entro il 31 marzo di ciascun anno Sociale. Il Consiglio Direttivo accerta la morosità, dandone comunicazione al Socio.

Non si può riacquistare la qualifica di Socio, mantenendo l’anzianità di adesione, se non previo pagamento alla Sezione alla quale si era iscritti delle quote associative annuali arretrate.

Il Socio di cui sia stata accertata la morosità perde tutti i diritti spettanti ai Soci.

La quota associativa non è trasmissibile agli eredi.

I soci hanno diritto a partecipare a tutte le iniziativa promosse dalla Sezione e a prendere visione di tutti gli atti deliberativi e di tutta la documentazione relativa alla gestione dell'Associazione, con possibilità di ottenerne copia.

 Art. 8 – Durata

La partecipazione della vita associativa si estende a tutta la durata del rapporto Sociale.

Non sono ammesse iniziative dei Soci in nome della Sezione del CAI, se non da questi autorizzate. Non sono ammesse altresì iniziative o attività dei Soci in concorrenza o in contrasto con quelle ufficiali programmate dalla Sezione o dal CAI. Le prestazioni fornite dai Soci sono volontarie e gratuite.

 Art. 9 – Dimissioni

Il Socio può dimettersi dal Club Alpino Italiano in qualsiasi momento; le dimissioni devono essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo della Sezione, sono irrevocabili ed hanno effetto immediato, senza restituzione dei ratei della quota Sociale versata.

Il Socio è libero di iscriversi presso una qualsiasi Sezione. Il trasferimento da una Sezione ad un’altra deve essere comunicato immediatamente alla Sezione di provenienza dalla Sezione presso la quale il Socio intende iscriversi. Il trasferimento ha effetto dalla data di comunicazione.

 Art. 10 - Perdita della qualità di Socio

La qualità di Socio si perde: per estinzione della persona giuridica che abbia conseguito iscrizione come Socio benemerito o per morte del Socio, per dimissioni, per morosità o per provvedimento disciplinare.

 Art. 11 - Sanzioni disciplinari

Il Consiglio Direttivo può adottare nei confronti del Socio che tenga un contegno non conforme ai principi informatori del Club Alpino Italiano ed alle regole della corretta ed educata convivenza i provvedimenti previsti dal Regolamento disciplinare.

 Art. 12 - Ricorsi

In conformità ai principi, alle procedure e nei termini stabiliti dal Regolamento disciplinare, contro i provvedimenti disciplinari il Socio può presentare ricorso al Collegio Regionale o Interregionale dei Probiviri competente per territorio, quale organo giudicante di primo grado. Il Socio ed il Consiglio Direttivo della Sezione possono presentare ricorso avverso le decisioni di primo grado avanti il Collegio Nazionale dei Probiviri del Club Alpino Italiano.

 

TITOLO III

 SEZIONI

 Art. 13 – Organi della Sezione

Sono organi della Sezione almeno i seguenti:

- l’Assemblea dei Soci;

- il Consiglio Direttivo;

- il Presidente;

- il Collegio dei Revisori dei Conti.

 ASSEMBLEA DEI SOCI

Art. 14 – Assemblea

L’Assemblea dei Soci è l’organo sovrano della Sezione; essa è costituita da tutti i Soci ordinari e familiari di età maggiore di anni diciotto, le sue deliberazioni vincolano anche gli assenti o i dissenzienti.

L’Assemblea:

- adotta lo statuto ed i programmi annuali e pluriennali della Sezione;

- elegge il Consiglio direttivo, il Collegio dei revisori dei conti ed i delegati

all’Assemblea dei Delegati del Club Alpino Italiano nel numero assegnato, scelti tra i Soci maggiorenni ordinari e familiari della Sezione, con le modalità stabilite dal presente statuto, escluso il voto per corrispondenza;

- delibera le quote associative ed i contributi a carico dei Soci, per la parte destinata alla Sezione ed eccedente le quote stabilite dall’Assemblea dei Delegati;

- approva l’operato del Consiglio Direttivo, i bilanci d’esercizio e la relazione del Presidente;

- delibera l’acquisto, l’alienazione di immobili o la costituzione di vincoli reali sugli stessi;

- delibera lo scioglimento della Sezione;

- delibera sulle modificazioni da apportare allo statuto sezionale in unica lettura;

- delibera su ogni altra questione, contenuta nell’ordine del giorno, che le venga sottoposta dal Consiglio Direttivo o da almeno  1/10 dei Soci, aventi diritto al voto;

-delibera sulla reiezione delle domande di ammissione di nuovi soci o sulla perdita della qualità di socio, come previsto dall'art. 6, 2°comma.

 Art. 15 – Convocazione

L’Assemblea ordinaria dei Soci si svolge almeno una volta all’anno entro il termine perentorio del 31 marzo per l’approvazione dei bilanci e la nomina delle cariche Sociali.

L’assemblea straordinaria può essere convocata ogni qual volta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o quando ne sia inoltrata richiesta da parte del CDC, del CDR. Deve essere convocata quando ne sia inoltrata richiesta dal Collegio dei revisori dei Conti della Sezione oppure da almeno il 10 per cento dei Soci maggiorenni della Sezione.

 Art. 16 – Partecipazione

Hanno diritto di intervenire all’Assemblea ed hanno diritto di voto tutti i Soci ordinari e familiari maggiorenni in regola con il pagamento della quota Sociale relativa all’anno in cui si tiene l’assemblea; i minori di età possono assistere all’Assemblea.

Ogni Socio può farsi rappresentare in Assemblea da altro Socio, che non sia componente del Consiglio Direttivo, e farlo votare in sua vece anche nelle votazioni a scheda segreta, mediante rilascio di delega; ogni Socio delegato può portare n. 1 delega. Per la validità delle sedute è necessaria la presenza, di persona o per delega, di almeno della metà degli aventi diritto al voto; in seconda convocazione, che dovrà tenersi almeno ventiquattro ore dopo la prima, l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei presenti. E’ escluso il voto per corrispondenza.

 Art. 17 – Presidente e Segretario dell’Assemblea

L’Assemblea nomina un Presidente, un Segretario e tre Scrutatori; spetta alla Commissione verifica poteri, nominata dal Consiglio Direttivo, verificare la regolarità delle deleghe ed in generale il diritto di partecipare all’Assemblea.

 Art. 18 – Deliberazioni

Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza di voti mediante votazioni per alzata di mano o appello nominale o a scrutinio segreto, secondo la modalità decisa dalla maggioranza  dei Soci presenti aventi diritto al voto.

Le cariche Sociali sono elettive e a titolo gratuito. Per la designazione e per l’elezione alle cariche Sociali il voto è libero, in quanto l’elettore ha diritto di esprimere il proprio voto a favore di qualsiasi Socio eleggibile, anche se non indicato ufficialmente come candidato alla carica. La designazione va espressa su scheda segreta: è escluso pertanto dal procedimento di designazione o di elezione ogni altro tipo di votazione, inclusa quella per acclamazione. A parità di voti è eletto il Socio con maggiore anzianità di iscrizione al CAI. Sono esclusi dal computo i voti di astensione. Nessun Socio può trovarsi eletto contemporaneamente a più di una carica Sociale.

Le deliberazioni concernenti l’acquisto, l’alienazione o la costituzione di vincoli reali su immobili devono essere approvate con la maggioranza dei due terzi dei Soci presenti aventi diritto al voto.

La deliberazione di scioglimento della Sezione deve essere approvata con la maggioranza di tre quarti dei Soci aventi diritto al voto.

Tutte le deliberazioni dell’Assemblea sono rese pubbliche mediante affissione all’albo sezionale per almeno quindici giorni.

 CONSIGLIO DIRETTIVO

 Art. 19 – Composizioni e funzioni

Il Consiglio Direttivo è l’organo di gestione della Sezione e si compone di numero 11 (undici) componenti, eletti dall’Assemblea dei Soci.

Nella prima riunione il Consiglio Direttivo elegge a scrutinio segreto il Presidente ed un Vice Presidente. Nomina il Segretario ed il Tesoriere, i quali ultimi due potranno anche non far parte del Consiglio e che in questo caso specifico non hanno diritto al voto.

Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell'Associazione, salvo la competenza dell'Assemblea generale dei Soci ex art. 17 del presente statuto e salvo le limitazioni contenute nel presente statuto e nel Regolamento generale del CAI.

Il Consiglio Direttivo assolve almeno le seguenti specifiche funzioni:

- convoca l’Assemblea dei Soci;

- propone all’Assemblea dei Soci i programmi annuali e pluriennali della Sezione;

- redige, collaziona e riordina le modifiche dello statuto della Sezione;

- pone in atto le deliberazioni dell’Assemblea dei Soci;

- adotta gli atti ed i provvedimenti secondo le direttive impartite dall’Assemblea dei Soci per cui è responsabile in via esclusiva dell’amministrazione, della gestione e dei relativi risultati;

- cura la redazione dei bilanci di esercizio della Sezione;

- delibera la costituzione di nuove sottosezioni con le modalità previste dal presente statuto;

- delibera i provvedimenti disciplinari nei confronti dei Soci;

- delibera sulle domande d’iscrizione di nuovi Soci;

- delibera la costituzione o lo scioglimento di Commissioni, Gruppi e Scuole e ne coordina l’attività;

- cura l’osservanza dello Statuto e del Regolamento Generale del CAI e del presente statuto sezionale;

- proclama i Soci venticinquennali, cinquantennali, sessantennali e settantacinquennali.

 Art. 20 - Durata e scioglimento

Gli eletti durano in carica tre anni e sono rieleggibili più volte senza interruzioni, tranne il Presidente rieleggibile solo una prima volta. Egli potrà essere rieletto dopo almeno un triennio di interruzione.

Il Consiglio Direttivo dichiara decaduti dalla carica i componenti che, senza giustificato motivo, non siano intervenuti a n. 3 riunioni consecutive.

Al consigliere venuto a mancare per qualsiasi motivo subentra il primo dei non eletti con la stessa anzianità del sostituito.

Qualora vengano a mancare la metà dei componenti originari si deve convocare l’assemblea per la elezione dei mancanti entro il termine di trenta giorni. I nuovi eletti assumono l’anzianità dei sostituiti.

In caso di dimissioni dell’intero Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori dei conti, entro quindici giorni, convoca l’Assemblea dei Soci da tenersi nei successivi trenta giorni dalla convocazione per la elezione del nuovo Consiglio Direttivo.

 Art. 21 - Convocazione

Alle riunioni del Consiglio Direttivo il Presidente può invitare i Delegati all'Assemblea Generale del CAI ed i Soci che fanno parte degli Organi Centrali del CAI. Il Presidente può altresì invitare alle riunioni, con il consenso del Consiglio Direttivo, anche persone estranee, qualora lo ritenga utile o necessario.

Hanno diritto di intervenire alle riunioni del consiglio Direttivo, senza facoltà di voto, gli ex presidenti, il presidente Onorario, il Tesoriere ed il Segretario ove esterni al Consiglio Direttivo, nonché i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti.

 Art. 22 – Modalità di convocazione

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, dal consigliere anziano o da chi ne fa le veci, o a richiesta di un terzo dei consiglieri almeno una volta ogni trimestre mediante avviso contenente l’ordine del giorno, il luogo, la data, l’ora della convocazione ed inviato almeno cinque giorni prima della riunione, salvo i casi di urgenza. Le riunioni del Consiglio Direttivo, per essere valide, devono essere presiedute dal Presidente o, in caso di sua mancanza od impedimento, dal Vice Presidente, o in mancanza di entrambi dal consigliere con più anzianità di iscrizione al CAI.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide con la presenza della metà più uno dei consiglieri  e le relative deliberazioni se adottate a maggioranza dei voti.

All'insorgere di eventuale conflitto di interessi su una particolare operazione della Sezione che riguardi il componente del Consiglio direttivo, il suo coniuge o il convivente, i suoi parenti entro il secondo grado, lo stesso componente non può partecipare alla discussione né alle deliberazioni relative, né può assumere in materia incarichi di controllo o di ispezione.

I verbali delle sedute sono redatti dal segretario o da un consigliere all’uopo designato, approvati nella seduta successiva e sottoscritti dal Presidente e dal verbalizzante. I verbali possono essere consultati dai Soci nella sede Sociale, previa richiesta al presidente, che ha facoltà di consentire il rilascio delle copie, anche di stralci dei singoli atti consultati.

 PRESIDENTE

 Art. 23 - Compiti e nomina del Presidente

Il Presidente della Sezione è il legale rappresentante della stessa; ha poteri di rappresentanza che può delegare con il consenso del Consiglio Direttivo; ha la firma Sociale; assolve almeno le seguenti funzioni specifiche:

- sottoscrive la convocazione dell’assemblea dei Soci;

- convoca e presiede le riunioni del consiglio direttivo

- presenta all’assemblea dei Soci la relazione annuale, accompagnata dal conto economico

dell’esercizio e dallo stato patrimoniale della Sezione;

- pone in atto le deliberazioni del consiglio direttivo

- in caso di urgenza adotta i provvedimenti che sarebbero di competenza del Consiglio Direttivo, che dovranno essere ratificati dallo stesso Consiglio nella prima seduta utile.

Il candidato alla carica di Presidente della Sezione al momento della elezione deve aver maturato un'anzianità di iscrizione alla Sezione non inferiore a tre anni sociali completi.

Il Presidente è nominato dal Consiglio Direttivo con le modalità previste dall'art. 19.

 TESORIERE E SEGRETARIO

 Art. 24 – Compiti del Tesoriere

Il Tesoriere ha la responsabilità della custodia dei fondi della Sezione; ne tiene la contabilità, conservandone ordinatamente la documentazione; firma i mandati di pagamento unitamente al Presidente.

 Art. 25 –Compiti del Segretario

Il Segretario redige i verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo, dà attuazione alle delibere di questo organo e sovrintende ai servizi amministrativi della Sezione

 COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

 Art. 26 – Composizione e durata

Il Collegio dei Revisori dei Conti è l’organo di controllo contabile e amministrativo della gestione finanziaria, economica e patrimoniale della Sezione. E’ costituito da almeno tre componenti, Soci ordinari con anzianità di iscrizione alla Sezione non inferiore a due anni sociali completi. Durano in carica tre anni, sono rieleggibili.

Il Collegio dei Revisori dei Conti elegge il presidente, che ha il compito di convocare e presiedere le sedute del collegio, tra i propri componenti effettivi: i componenti del Collegio intervengono alle riunioni del Consiglio Direttivo sezionale, senza diritto di voto ed assistono alle sedute dell’Assemblea dei Soci.

E’ compito dei Revisori dei conti:

- l’esame del conto economico, del bilancio consuntivo e del bilancio previsionale della Sezione, predisponendo apposita relazione da presentare all’assemblea dei Soci;

- il controllo collegiale od individuale degli atti contabili della Sezione o della sottosezione;

- la convocazione dell’assemblea dei Soci nel caso di riscontro di gravi irregolarità contabili o amministrative o di impossibilità di funzionamento del Consiglio Direttivo

PRESIDENTE ONORARIO

 Art. 26 bis – Nomina del Presidente Onorario

L'Assemblea Generale dei Soci nomina, quale presidente Onorario dell'Associazione, il Socio della Sezione che abbia acquisito particolari meriti nel campo dell'alpinismo o nell'organizzazione della sezione stessa

 

TITOLO IV

CARICHE SOCIALI

Art. 27 – Condizioni di eleggibilità

Sono eleggibili alle cariche Sociali i Soci con diritto di voto in possesso dei seguenti requisiti:

siano iscritti all’associazione da almeno due anni; non abbiano riportato condanne per un delitto non colposo; siano soggetti privi di interessi personali diretti o indiretti nella gestione del patrimonio Sociale; siano persone di capacità e competenza per attuare e conseguire gli scopi indicati dallo Statuto e dal Regolamento generale del Club Alpino Italiano.

La gratuità della cariche esclude esplicitamente l’attribuzione e l’erogazione al Socio, al coniuge o convivente, ai parenti entro il secondo grado, di qualsiasi tipo di compenso, comunque configurato a partire dal momento della sua designazione ad una carica Sociale, durante lo svolgimento del relativo mandato o attribuzione di incarico, nonché per almeno tre anni dopo la loro conclusione.

Non sono eleggibili alle cariche Sociali o candidabili ad incarichi quanti hanno rapporto di lavoro dipendente con il Club alpino italiano o quanti intrattengono un rapporto economico continuativo con le strutture centrale o periferiche e quanti sono privi dei requisiti richiesti dall'Ordinamento giuridico regionale per l'amministrazione delle associazioni con riconoscimento della personalità giuridica e quelle dedite all'attività di volontariato ex lege 266/1991.

 

TITOLO V

COMMISSIONI, GRUPPI E SCUOLE

 Art. 28 – Commissioni, gruppi e scuole

Il Consiglio Direttivo può costituire organi tecnici consultivi, commissioni e scuole, formati da Consiglieri e/o Soci aventi competenza in specifici rami dell’attività associativa, loro derivante dalla frequenza di scuole e corsi ovvero da lunga attività  pratica, determinandone il numero di componenti, le funzioni, i poteri, specialmente definiti in un regolamento predisposto dallo stesso Consiglio Direttivo.

Il Consiglio Direttivo può costituire gruppi aventi autonomia tecnico-organizzativa ed amministrativa in linea con le direttive sezionali e degli eventuali OTC/OTP di riferimento.

Tali gruppi operano secondo apposito regolamento sezionale, non hanno rappresentanza esterna né patrimonio autonomo, ma gestiscono direttamente le risorse finalizzate dalla Sezione all’attività del gruppo stesso. E’ vietata la costituzione di gruppi di non Soci.

 

TITOLO VI

 SOTTOSEZIONI

Art. 29 – Costituzione

Il Consiglio Direttivo può, a norma e con le procedure previste dallo Statuto e dal Regolamento Generale del CAI, costituire una o più Sottosezioni; la sottosezione fa parte integrante della Sezione agli effetti del tesseramento e del computo del numero dei delegati elettivi all’assemblea dei delegati del CAI.

I Soci della Sottosezione hanno gli stessi diritti dei Soci della Sezione. La Sottosezione dispone del grado di autonomia previsto dall’ordinamento della Sezione, ma in ogni caso non intrattiene rapporti diretti con la struttura centrale.

Ha un proprio ordinamento, che non può essere in contrasto con quello della Sezione e che è soggetto all’approvazione, anche nelle sue modifiche, da parte del Consiglio Direttivo della Sezione.

 TITOLO VII

 PATRIMONIO

 Art. 30 –Patrimonio

Il patrimonio Sociale è costituito da beni mobili ed immobili; da eventuali fondi di riserva costituiti con l’eccedenza di bilancio; da qualsiasi altra somma che venga erogata da enti o privati. Le entrate Sociali sono costituite: dalle quote associative annuali, dai canoni dei rifugi ed altri introiti sui beni Sociali, dai contributi di Soci ed enti pubblici, da altre donazioni, proventi o lasciti nonché da ogni altro tipo di entrata compatibile  con la natura di associazione di volontariato. I fondi liquidi che non siano necessari per le esigenze di cassa devono essere depositati in un conto corrente bancario o postale intestato alla Sezione stessa.

E' fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto gli utili e gli avanzi di gestione, nonché fondi di riserve o capitale  a meno che la destinazione o la distribuzione  non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre associazioni che perseguono scopi analoghi o di comunità colpite da calamità naturali. I Soci non hanno alcun diritto sul patrimonio Sociale.

Gli utili e gli avanzi di gestione devono essere reimpiegati per la realizzazione delle attività istituzionali. E’ vietata la distribuzione fra i Soci, anche in modo indiretto, di utili, avanzi di gestione, fondi riserve.

TITOLO VIII

AMMINISTRAZIONE

 Art. 31 – Esercizio Sociale

Gli esercizi Sociali si chiudono al 31 dicembre di ogni anno. Alla chiusura di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio che, unitamente alle relazioni del Presidente e del Collegio dei Revisori dei Conti, devono essere presentati all’Assemblea dei Soci per l’approvazione.

Il bilancio reso pubblico mediante affissione all’albo sezionale per almeno quindici giorni antecedenti l’Assemblea dei Soci, deve esporre con chiarezza e veridicità la situazione patrimoniale ed economica della Sezione. Dal bilancio devono espressamente risultare i beni, i contributi ed i lasciti ricevuti.

In caso di estinzione della persona giuridica, per il verificarsi di una delle cause previste dall'art. 27 C.C., viene indicata quale destinataria del patrimonio residuo l'associazione CLUB ALPINO ITALIANO-SEZIONE DI SALERNO con sigla "CAI-Sezione di Salerno".

In caso di scioglimento della Sezione, successivo all'estinzione della persona giuridica, che comporta il contemporaneo scioglimento della Sottosezione, le attività patrimoniali nette residue, risultanti dalla liquidazione avvenuta in osservanza dell'art. 46 del Regolamento Generale del CAI e degli artt. 30 e 31 C.C. e 11 e seguenti disposizioni di attuazione del codice civile verranno devolute in conformità al combinato disposto delle predette disposizioni e degli artt. 148 del D.P.R. n. 917/1986 e 5, comma 4, della L. n. 266/1991.

In caso di scioglimento di una Sottosezione, le attività patrimoniali nette, risultanti dalla liquidazione, da farsi sotto il controllo del Collegio regionale o interregionale dei revisori dei conti competente per territorio, restano immediatamente acquisite al patrimonio della Sezione. I Soci della Sottosezione mantengono la loro iscrizione alla Sezione

 

TITOLO IX

 CONTROVERSIE

 Art. 32 – Tentativo di conciliazione

La giustizia interna al Club Alpino Italiano è amministrata su due gradi di giudizio: il primo a livello regionale, il secondo a livello centrale. Il Collegio Regionale o Interregionale dei Probiviri è l’organo giudicante di primo grado, il Collegio Nazionale dei Probiviri è l’organo giudicante di secondo grado.

Le controversie che dovessero insorgere tra i Soci o fra i Soci ed organi territoriali, relative alla vita Sociale, non potranno essere deferite all’autorità giudiziaria, né al parere o all’arbitrato di persone o enti estranei al sodalizio, senza che prima vengano aditi gli organi competenti a giudicare, secondo le norme procedurali stabilite dallo Statuto, da Regolamento Generale del CAI e dal regolamento disciplinare, e non si sia esaurito nei suoi possibili gradi l’intero iter della controversia relativa.

 Art. 33 – Rinvio - Entrata in vigore

Per tutto quanto non previsto nel presente statuto si applicano le disposizioni dello Statuto e del Regolamento Generale del Club Alpino Italiano nonché della normativa statale e regionale limitatamente alle attività di volontariato e di riconoscimento della personalità giuridica.

Il presente ordinamento entrerà in vigore dopo la sua approvazione da parte del Comitato centrale di indirizzo e di controllo del CAI e della Regione Campania ai sensi del D.P.R. 10.02.2000 n. 361 e del Regolamento Regionale  n. 619 del 22.09.03.

Ogni modifica del presente statuto dovrà essere deliberata, in presenza di notaio, con la maggioranza dei 2/3 dei voti dall'Assemblea Generale dei Soci della Sezione