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il "bollino" del 2010


 

Club Alpino Italiano - Sezione di Salerno

e

Parco Regionale dei Monti Picentini

.

hanno presentato la nuova

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Carta dei Sentieri dei

Monti Picentini

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clicca per vedere la presentazione di Valerio Bozza

.

dal sito web del Club Alpino Italiano:

 

Presentazione della Nuova Carta dei Sentieri dei Monti Picentini

 

Sabato 31 Gennaio 2009 nella Sala Bottiglieri del Palazzo della Provincia di Salerno, alle ore 17.30 avrà luogo la presentazione della nuova Carta dei Sentieri dei Monti Picentini, realizzata dal Parco Regionale dei Monti Picentini con la collaborazione delle Sezioni di Salerno e Avellino del Club Alpino Italiano. La serata, moderata dal Presidente della Sezione CAI di Salerno Ugo Lazzaro, sarà aperta dall’Assessore provinciale alle Politiche Ambientali Angelo Paladino, che ha sempre mostrato grande sensibilità alle occasioni di sviluppo del territorio montano attraverso la valorizzazione delle risorse ambientali. Il Presidente del Parco Regionale dei Monti Picentini Sabino Aquino relazionerà sugli aspetti geomorfologici, idrogeologici e naturalistici del sistema montuoso dei Monti Picentini. Sarà l’occasione per rimarcare le innumerevoli peculiarità di questo gruppo montuoso a cavallo tra le province di Salerno e Avellino, che si colloca tra i più importanti del meridione d’Italia. Il Vicepresidente della Sezione CAI di Salerno Valerio Bozza, illustrerà le caratteristiche della nuova Carta dei Sentieri, mentre l’ex­presidente Francesco Paolo Ferrara rievocherà il percorso storico della sezione di Salerno del CAI nei suoi 23 anni di attività. La manifestazione sarà arricchita anche dagli interventi del Presidente del Gruppo Regionale Campania Franco Carbonara e dal Presidente della Comunità del Parco Corrado Martinangelo. Concluderà la serata il Presidente della Provincia Angelo Villani. Pur avendo la Campania un territorio coperto per il 35% di montagne, la gran parte dei suoi abitanti ignora completamente quali tesori siano nascosti in questi sorprendenti paradisi naturalistici. I Monti Picentini, che segnano il confine tra le province di Salerno e Avellino, rappresentano il bacino idrografico più importante del meridione. Infatti, da questi monti sgorgano numerosi importanti fiumi, come il Sele, il Calore e l’Ofanto. Le sue abbondanti sorgenti forniscono acqua a territori vastissimi: basti pensare all’Acquedotto Pugliese, che, partendo dai Picentini, rifornisce d’acqua una buona parte della Puglia. Le bellezze dei Monti Picentini non si limitano alle numerose sorgenti, le scenografiche cascate e i magici ruscelli che ne solcano i pendii. Le cime più alte raggiungono o sfiorano la ragguardevole quota di 1.800 metri, come il M. Cervialto, il M. Terminio e il M. Polveracchio, offrendo panorami a 360° su tutta la Campania, dai Golfi di Napoli e Salerno ai lontani monti del Cilento e del Matese. Per buona parte dell’inverno, queste cime sono immerse nella neve che ne accresce la maestosità e la bellezza. Ma i Picentini sono montagne da visitare tutto l’anno, con le innumerevoli specie di fiori che sbocciano in primavera, dipingendo di infinite gradazioni di colori i suoi ampi prati. D’autunno, le immense foreste di faggi, ontani, cerri, castagni e aceri si tingono di nuovi colori. Anche nelle torride estati meridionali, i boschi dei Picentini offrono sollievo con la loro piacevole ombra. Come si fa ad immergersi in questa natura incontaminata e godere della bellezza delle nostre montagne? E’a questa domanda che risponde la nuova Carta dei Sentieri dei Monti Picentini. Essa è lo strumento indispensabile per andare alla scoperta dei sentieri che percorrono le nostre montagne in completa autonomia. La nuova Carta dei Sentieri sostituisce la precedente edizione del 1994, estendendo la copertura territoriale su 1.900 km e utilizzando la scala 1:25.000.

 

Per questi motivi, la carta è suddivisa in 4 tavole indipendenti che coprono i 4 settori del Parco Regionale dei Monti Picentini. I sentieri CAI sono riportati in rosso, identificati dalla classica bandierina rosso-bianco-rossa del CAI con il numero del sentiero. La carta è affiancata da un libretto che contiene le descrizioni dettagliate di ciascun sentiero, indicandone la lunghezza, la difficoltà, il tempo necessario per completare il percorso e varie altre notizie che possano arricchire l’escursione e renderla un’esperienza unica. Tutti i sentieri riportati sulla carta sul versante salernitano sono stati rilevati col GPS dai volontari della Sezione CAI di Salerno. Quest’innovazione tecnologica garantisce la massima precisione sul tracciato dei sentieri e consente ai sempre più numerosi utenti di questa tecnologia di utilizzarla per seguire i percorsi dei Monti Picentini. In ogni caso, tutti i sentieri sono stati contrassegnati sul territorio con la classica segnaletica bianco-rossa che il Club Alpino Italiano utilizza per i sentieri di tutta Italia. Quindi, i sentieri possono essere percorsi semplicemente seguendo i segnali bianco-rossi dipinti sugli alberi o sulle rocce dai volontari delle Sezioni CAI di Salerno e Avellino. I Monti Picentini offrono possibilità pressoché illimitate per l’escursionismo. Numerose combinazioni sono possibili, con traversate, circuiti e anche trekking di più giorni facendo tappa nei borghi che sorgono alle pendici dei monti. Naturalmente, non mancano i sentieri più semplici, facilmente percorribili anche per i neofiti. Per quel che riguarda l’ambiente in cui si sviluppano, possiamo riconoscere diverse tipologie di itinerari. Itinerari collinari: sono quelli che lambiscono le falde dei monti, collegando i borghi pedemontani tra loro. Consentono un approccio semplice alla montagna rimanendo a bassa quota e tipicamente senza grossi dislivelli. Si svolgono perlopiù tra castagneti, noccioleti, uliveti o altre coltivazioni presenti nella fascia di bassa montagna che danno origine ai numerosi prodotti tipici della gastronomia locale. Molti di questi itinerari toccano emergenze storiche o artistiche. Citiamo ad esempio i percorsi che si svolgono tra le varie frazioni dei Comuni di Fisciano e Calvanico. Percorsi fluviali: sono quelli che risalgono i profondi valloni che incidono i Monti Picentini. Essi consentono di apprezzare la ricchezza dell’idrografia di questo massiccio, che lo rende davvero unico nell’Italia meridionale. Con questi itinerari è possibile imbattersi in limpidi ruscelli, scenografiche cascate e forre inaccessibili. Certamente, in questa categoria dobbiamo citare il sentiero delle gole del Tusciano da Acerno a Olevano, e i percorsi dell’entroterra di Giffoni, che risalgono i numerosi affluenti del Fiume Picentino. Traversate d’alta quota: sono quelle che collegano un borgo all’altro attraversando un valico in quota. Tipicamente sono itinerari molto vari su antiche mulattiere, che consentono di apprezzare scorci panoramici e ambienti di diverse tipologie, alla scoperta degli aspetti più interessanti della natura incontaminata del Parco. Citiamo le traversate da Montecorvino ad Acerno, da Campagna a Oliveto Citra o da Giffoni a Calvanico. Ascensioni alle cime: I Monti Picentini vantano ben 27 cime sopra i 1.500 metri di quota. La cima più alta è il Cervialto (m. 1.809), con la sua tipica mole rotondeggiante. Tutte le cime principali sono mete di itinerari che richiedono una certa preparazione fisica e, a volte, anche la capacità di superare delle minime difficoltà su terreno impervio. Tra le cime più facili e remunerative possiamo citare il Pizzo S. Michele e il Terminio, che offrono panorami eccezionali a fronte di meno di due ore di salita su facili sentieri. Altre cime, come il Polveracchio, il Mai e soprattutto l’Accellica richiedono un impegno maggiore sia per i dislivelli da compiere che per le difficoltà da superare. La cima più ardua da conquistare è certamente il Ninno dell’Accellica, superba guglia incastonata nel centro geometrico dei Monti Picentini, riservata solo agli alpinisti pratici di vie ferrate. In più, non dimentichiamo che i Monti Picentini sono attraversati da ben 4 tappe del famoso Sentiero Italia. Questo è un percorso istituito dal Club Alpino Italiano per collegare tutte le montagne della penisola italiana in un unico sentiero che attraversa tutta l’Italia. I Monti Picentini, non potevano essere certamente trascurati da questo importante sentiero. La Sezione di Salerno del Club Alpino Italiano, con i suoi 300 Soci propone ogni domenica diverse escursioni alla scoperta delle montagne della provincia di Salerno, con alcune uscite anche fuori regione. Grazie al CAI, centinaia di salernitani hanno avuto modo di scoprire la natura incontaminata a due passi da casa. Mediante i suoi istruttori qualificati (AE), il CAI propone anche un Corso di Escursionismo, il cui scopo è fornire le conoscenze necessarie per andare in montagna autonomamente in sicurezza, apprezzando tutti gli aspetti culturali connessi con l’escursionismo. Ma le attività del CAI abbracciano la montagna in ogni suo aspetto. Infatti, vengono svolti anche corsi di avvicinamento all’arrampicata sportiva sulle bellissime pareti attrezzate della Costiera Amalfitana; vi è un attivissimo Gruppo Speleologico, che esplora le numerosissime grotte che si aprono nelle nostre montagne, con le loro ampie sale e i labirintici corridoi decorati da spettacolari concrezioni. Anche l’aspetto educativo ed ambientalista è fondamentale: infatti il CAI, attraverso la sua commissione di Alpinismo Giovanile, propone escursioni e altre attività in nutrito calendario pensato apposta per i più piccoli; la Commissione Tutela Ambiente Montano promuove la protezione dell’ambiente attraverso delle seguitissime serate divulgative. Infine, vi sono le attività di Sci-escursionismo, Sci-alpinismo ed Escursionismo con le ciaspole, per gli amanti della neve, che non sta di certo mancando sulle nostre montagne in questo inverno. Tutte le attività della Sezione di Salerno del Club Alpino Italiano, sono ampiamente descritte sul sito internet www.caisalerno.it. Per concludere, va ancora una volta sottolineata l’importanza dell’uscita della nuova Carta dei Sentieri e di quello che rappresenta per il nostro territorio: essa rappresenta un’opportunità di sviluppo per i Comuni montani, grazie ad un turismo alternativo che non guardi solo al mare, ma anche alle bellezze naturalistiche dell’entroterra. I sentieri sono anche un insostituibile strumento di controllo del territorio e di salvaguardia dell’ambiente. Essi hanno un’importantissima valenza per una corretta educazione ambientale e per una riscoperta culturale di una vasta parte del territorio che rischia di essere dimenticata dall’uomo moderno, sempre più travolto da un alienante e frenetico mondo virtuale, dove non c’è più spazio e tempo per una semplice e rilassante passeggiata nel bosco.

 

Valerio Bozza (Vicepresidente della Sezione CAI di Salerno)


 

dal 17 gennaio 2009