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il "bollino" del 2010


 

Walter Nones e Simon Kehrer


Himalaya, pakistani chiedono conto

 

"Italiani salvati devono 33 mila euro"

 

Il Pakistan manda il conto all'Italia, alla fine dell'estate nera dell'alpinismo sull'Himalaya. Oggetto del contendere sono i soccorsi a Walter Nones e Simon Kehrer, bloccati per undici giorni sulle pareti del Nanga Parbat dopo la morte del capo spedizione Karl Unterkircher. Per i soccorsi i pakistani chiedono 33.500 euro. La parcella è stata inviata all'ambasciata italiana, che però non intende pagare. Il conto è stato ora girato ai due alpinisti.

 

"Per noi è stata una sorpresa amara - si sfogano Nones e Kehrer, non ci aspettavamo di dover pagare tanto per un soccorso che non avevamo neppure chiesto. Noi, dopo la morte del nostro compagno, avremmo potuto scendere con gli sci fino al campo base. Ci sentiamo cittadini di serie B, anche se stavamo tentando una vera impresa alpinistica: aprire una nuova via che portava onore al Pakistan. Un qualsiasi turista vittima di un incidente all'estero sarebbe stato trattato meglio di noi".

La diatriba ormai è aperta. Forse l'assicurazione che copre le guide alpine risarcirà almeno uno dei due alpinisti di qualcosa, ma è ancora tutto da verificare. C'è il sospetto che gli elicotteri pakistani volessero a tutti i costi portare in salvo i nostri due alpinisti. "Alla fine abbiamo accettato il recupero per accelerare i tempi. Per noi fare in fretta significava tentare di portare a casa Karl. Invece ci attendeva una conferenza stampa via Skype", precisa Walter Nones con l'amaro in bocca.

 

dal  TGCOM  di venerdì 19 settembre 2008

 


 

Himalaya, salvi alpinisti italiani

 

Recuperati Walter Nones e Simon Kehrer

 

Sono finalmente al campo base Walter Nones e Simon Kehrer, dopo l'odissea sulla parete Rakhiot del Nanga Parbat. Sono stati recuperati dagli elicotteri di soccorso sul pianoro ghiacciato a 5.700 metri che gli alpinisti hanno raggiunto questa mattina alle 9, ora pakistana, dopo essere scesi con gli sci dal colle dove avevano bivaccato per la notte.

Appena giunti al campo base Nones e Kehrer hanno abbracciato a lungo i soccorritori. "Stiamo bene, stiamo bene, ieri c'è stata una valanghina ma oggi siamo venuti giu' bene''. Sono state queste le prime dette scambiate da Walter Nones appena in salvo. Gli elicotteri sono riusciti a raggiungerli nonostante la nebbia si fosse addensata per un certo periodo sul pianoro che i due scalatori erano riusciti a raggiungere da soli. Per poter salire così in alto i velivoli sono stati alleggeriti di ogni attrezzatura non indispensabile.

L'operazione, prevista per ieri, era stata spostata a oggi perché la visibilità in quota era pari a zero a causa della nebbia. "Ci basterebbero due ore - aveva detto ieri Nones - per vedere dov'è la cresta bassa. O anche solo 10 minuti di schiarita per riuscire a fare una foto al ghiacciaio e decidere la linea di discesa. Il problema è che oggi non abbiamo avuto nemmeno quelli. Comunque stiamo bene, non fa troppo freddo". I due torneranno in Italia tra sabato e domenica.

Appena giunti al campo base Nones e Kehrer hanno abbracciato a lungo i soccorritori. Gli elicotteri sono riusciti a raggiungerli nonostante la nebbia si fosse addensata per un certo periodo sul pianoro che i due scalatori erano riusciti a raggiungere da soli. Per poter salire così in alto i velivoli sono stati alleggeriti di ogni attrezzatura non indispensabile.

 


 

Himalaya, alpinisti scesi a 5.700 m

 

Decollati gli elicotteri dei soccorsi

 

Walter Nones e Simon Kehrer, gli alpinisti italiani bloccati sull'Himalaya, sono riusciti a scendere con gli sci fino a un pianoro ghiacciato a 5.700 metri di quota. I due alpinisti, da 10 giorni, sono bloccati sulla parete Rakhiot del Nanga Parbat dove il loro compagno Karl Unterkirchner è morto cadendo in un crepaccio. Gli elicotteri che dovranno recuperare i due scalatori sono decollati, ma al momento sulla parete si è riaddensata la nebbia.

"Li abbiamo visti, stanno scendendo con gli sci, dritti sotto il colle". Sono le 3.45 del mattino, in Italia, e le 7.45 in Pakistan quando a Bergamo arriva la tanto attesa telefonata di Maurizio Gallo che annuncia l'avvistamento di Walter Nones e Simon Kehrer. "Gli italiani - dice Gallo - appaiono veloci ma non seguono la via Bhul. Vengono giù dritti, faranno una doppia sul seracco più grande''. Qualche minuto dopo, Gallo richiama. ''Sono sopra il crepaccio più basso - dice l'alpinista - dove si era già scaricata una valanga quindi sul sicuro. Hanno fatto un traverso in neve alta abbastanza pericoloso ma adesso mi pare che possano lavorare abbastanza sicuri. Sono nel punto migliore del crepaccio. Poi è abbastanza facile scendere più in basso perché trovano dei piani molto buoni attorno ai 5.900 metri''.
Mohammad Ilyas, portavoce del servizio di soccorso Askari Aviation, ha riferito che due elicotteri sono già partiti verso Fairy Meadows, alla base del Nanga Prabat. Le operazioni di recupero erano state ostacolate mercoledì dal maltempo. Un'altra squadra della Askari Aviation sta intanto aspettando le condizioni di tempo adatte per andare alla ricerca dello scalatore britannico Benjamin Cheek, disperso da cinque giorni sulla cima di White Horn.

 

dal  TGCOM  di giovedì 24 luglio 2008