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il "bollino" del 2013


ci piace ricordare il sorriso di Sabatino, tra la moglie e Stefania Spagnuolo,

che ringraziamo per aver fornito la foto

 

 

clicca per ascoltare Signore delle cime

e il Silenzio

(coro degli Alpini)

 

attendi pazientemente che

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Signore delle cime

(coro della SAT)

SABATINO  LANDI

Presidente Onorario della Sezione di Salerno

del Club Alpino Italiano

ci ha lasciato dopo una vita dedicata alla montagna con passione ed impegno singolari.

Esperto nell’alpinismo, nella speleologia e nell’escursionismo egli ebbe a trasmettere

alla associazione, di cui fu tra i fondatori, un prezioso tesoro di conoscenze e soprattutto

ad infonderle il suo entusiasmo e la sua tempra di “vecio” alpino.

I soci tutti, direttamente colpiti, si uniscono al dolore dei suoi familiari e rimpiangono il

loro più prestigioso compagno di tanti indimenticabili momenti.

 


 

Riceviamo e pubblichiamo:

Cari amici, siamo vicini a voi e ai familiari di Sabato Landi, per noi "Sabatino".

Sabato era mostro socio onorario della Commissione Grotte Eugenio Boegan di Trieste,

Società Alpina delle Giulie CAI di Trieste.

Certo di farvi cosa gradita vi invio il link del nostro sito www.Boegan.it dove abbiamo pubblicato una breve biografia in suo ricordo.

per la Commissione Grotte

Mauro Plucia Sironich

http://www.boegan.it/la-nostra-storia/speleologi-del-passato/cognomi-g-l/sabato-landi/


 

Ancora grazie a Voi anche da me personalmente, che ho conosciuto Sabatino una sola volta nel lontano 1970 circa ma che ho rivisto nel 2010 a Sant’Angelo a Fasanella in occasione di una manifestazione in ricordo delle imprese della Commissione Grotte in Alburno di cui Sabatino è stato uno dei protagonisti. Le foto a colori (ne possiedo diverse altre) si riferiscono a quell’incontro di cui conservo una struggente tenerezza quando alla sera abbracciati in piazza abbiamo rivisto sfilarci davanti agli occhi le vecchie foto e le facce di tanti amici ormai “ANDATI AVANTI“ ora che anche Sabatino è "ANDATO AVANTI" che riposi in pace nel “ PARADISO di CANTORE” !

Mauro Plucia  12ª Compagnia Battaglione Tolmezzo Julia


La via di Sabatino

 

Ricordare Sabatino Landi più che una pena è un controsenso.

Infatti si ricorda chi non c’è più, mentre lui è ancora presente tra noi ed ancora lo sarà per la ricchezza, la vitalità, la singolarità del suo profilo di uomo e di alpinista.

Più che il ruolo di presidente onorario, egli integrava un tratto particolare ed irripetibile della nostra Sezione di Club Alpino, un momento di verace “montanità”. E ciò non tanto per i suoi trascorsi del servizio militare nel Corpo degli Alpini, non per il suo prestigioso  ruolo di Presidente della Sezione Provinciale dell’Associazione Nazionale Alpini, non per le spedizioni da compiute, non per il suo essenziale contributo alla fondazione della Sezione  ed alla impostazione del  nostro notiziario, ma soprattutto per il suo genuino amore della montagna, un amore  manifestato sulle grandi vette, come sulle piccole, negli episodi importanti come nella frequentazione spicciola e per così dire domestica dei monti.

Tutto ciò lo sentivamo anzitutto noi vecchi soci che avevamo condiviso con lui il momento magico dei primi passi della Sezione, ma anche i giovani che, sia pure nella naturale dialettica generazionale, percepivano l’aura di rispetto e di autenticità che da Sabatino emanava.

Ma Sabatino non ha bisogno di elogi e tanto meno di elogi funebri. La sua autenticità e la sua personalità ci consentono di non conformarci ai ricordi ed alle rievocazioni nella consueta chiave  retorica.

Vogliamo invece ricordare Sabatino vivo e “normale” Sabatino nei suoi momenti quotidiani di amicizia e simpatia. Sabatino che brinda con noi ed intona cori alpini, pur non disdegnando i canti del nostro canzoniere (e fra questi quanti a lui dedicati!); Sabatino che pretende puntualità nella sosta pranzo; Sabatino che è capace di schiacciare il suo pisolino anche appollaiato sulla neve o su un letto di rocce aguzze; Sabatino che rotola paziente sugli improbabili percorsi sci-escursionistici trapuntati di pietre e rami sui quali lo costringevamo, industriandosi a frenare con la tecnica della raspa; Sabatino nel momento trasgressivo della sigaretta; Sabatino amorosamente accompagnato dalla sua fedele Emilia; Sabatino che nel prendere la parola, fra noi ed in altre sedi, non manca di rivendicare i meriti della nostra Sezione e di quelle meridionali e ci sprona ad impegni sempre maggiori.

Un aspetto particolare è stato già ricordato: Sabatino cercava sempre il suo percorso, anche nelle escursioni collettive, anche a costo di violare i canoni dell’ortodossia organizzativa. Il direttore di gita di turno, lo comprendeva e lo perdonava, certo che lui comunque non avrebbe turbato gli equilibri del gruppo.

Noi lo seguivamo con la coda dell’occhio, lui ci seguiva col cuore e ricompariva all’improvviso, come un elfo miracolosamente spuntato dalle sue grotte. Sarà per questa suggestione o magari per il suo berrettino rosso o forse solo per la sua naturale simpatia che gli avevamo elargito il giocoso titolo di “Grande Puffo”.

Ancora domani, percorrendo i sentieri di montagna dove lui tante volte ci ha guidato, la fantasia e la suggestione ci indurranno ad intravedere tra gli alberi e le rocce la sua cara figura; ancora ci sembrerà di sentire i suoi forti richiami.

Non apparterrà  però né alla fantasia né alla suggestione, ma ad una realtà incancellabile la fondamentale via che  Sabatino ha aperto per noi: la via del Club Alpino, la via della Montagna.

 

Francescopaolo Ferrara