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il "bollino" del 2013


CRONACHE  PICENTINE  (e non)

 

 

Notturna invernale su neve del 26-27 gennaio 2013

 

L'ora del Presidente

 

Quando il gruppo degli escursionisti notturni raggiunge la Cappella dei Grienzi, nel cuore dei monti Picentini, sono esattamente le 23,35, così come segna l’orologio del rifugio. Restiamo colpiti dalla sua precisione, mantenuta ad onta delle avverse condizioni di collocazione ed ambiente. Ma dopo un po’ ci accorgiamo che il quadrante segna sempre la stessa ora; la meraviglia allora cambia meta, rivolgendosi alla singolare coincidenza tra il nostro arrivo e l’ora indicata dalle sfere. O magari l’orologio si era fermato proprio al momento del nostro arrivo?

Il dilemma ci accompagnerà per tutto il resto dell’escursione, della quale è tuttavia opportuno dare qualche cenno, prima di pervenire alla conclusione ovvero alla morale finale.

Dalla sera del sabato e con partenze scaglionate i vari escursionisti prendono il loro avvio. Il più significativo (senza fare torto agli altri) è il veterano Aldo Tisi che venne incontrato sui blocchi di partenza, nei pressi del Teatro Verdi di Salerno, con un irripetibile ma ben noto look berg-casual, impreziosito da un ombrello pastorizio..

Sandro, Roberto ed il suo cagnolino Willy partono da Pontecagnano; l’appuntamento con altri è a Battipaglia o Calabritto. In attesa che il gruppo si riunisca taluni ingaggiano con gli indigeni una sfida non propriamente alpinistica a biliardino. Da Calabritto alla località Ponticchio per carrozzabile, per intraprendere la marcia alle 21,05; dopo una fonte ed un’edicola votiva prendiamo la mulattiera che risale zigzagando la Raja della Quercia. La luna piena, designata quale attrattiva principale del nostro cammino, non è più sfacciata come prima, ma pudicamente si vela, forse per non concedersi e non concederci troppo. Il chiarore tuttavia è più che sufficiente, tant’è che non abbiamo bisogno di accendere le lampade frontali.  Dopo un’ora o poco più raggiungiamo il valico, segnato dal piccolo altarino destinato all’appoggio della statua della Madonna dei Grienzi durante il pellegrinaggio che si svolge l’ultima domenica di giugno. Splendida e suggestiva si apre la vista sulla Valle del Sele punteggiata nei suoi fianchi dalle luci dei paesi che danno l’idea di un diffuso ed immenso presepe. Ma nevica sui massicci che ci sovrastano (Altillo-Boschetiello-Cervarulo-Calvello-Pollaro) e quei giganti ci rifilano un assaggio di vento e di nevischio che ci dissuade dal sostare più di tanto. Solo una rapida foto e quindi rotoliamo in discesa lungo il versante nord della Raja che, siccome completamente innevato, richiede maggiore luce ed attenzione, specie nei tratti gelati. Quello iniziale è il più ripido, ma presto sopraggiunge un’ampia e più dolce mulattiera che ci porterà ad incrociare il Vallone di Vado Carpino,  dal quale sentiamo la sonorità di copiose acque. Siamo alla Sorgente Petrella ed un  ponticello provvidenziale specie in questa stagione di piena  ci consente di evitare un guado gelato. Vorremmo evitare anche una brusca risalita e perciò ci distribuiamo lungo la sponda sinistra che però si dimostra un rimedio inopportuno per le difficoltà che il terreno  infligge a piedi ed occhi. Spuntiamo infine direttamente sul tappeto brillante di neve del Piano dei Grienzi.  Attraverso la sterrata che scende dalla via di Piano Sazzano raggiungiamo la Cappella, appunto alle 23,35.  Qui sorge il dilemma sopra anticipato, ma l’esigenza primaria ora è quella della lotta con la legna umida ed un camino che stenta a decollare. Pagando il fio di un cospicuo affumicamento, otteniamo alla fine calore e fiamme. Al loro bagliore brillano gli occhi verdi di Loredana, acciambellata come una gatta, e quelli nerissimi di Diana, più nascosta ma vigile.

Più prosaicamente, ma forse ancora più ammirati, brillano le bottiglie, i caciocavalli e quant’altro addotto dai sobri (?) escursionisti, specie quelli acernesi. Si brinda naturalmente alla “prima” del Presidente Giannattasio.

Alle 2,00 di domenica si tenta finalmente di dormire, chi su di un tavolo, chi sulle panche, chi per terra; l’intelligente cagnolino addenta uno straccio per isolarsi dal terreno gelato. Ci sarebbero delle reti, ma bisognerebbe guadagnare una vicina baracca per recuperarle. Osa tanto solo il neo-presidente, ma nemmeno dorme, festeggiato com’è da un concerto di tromboni.

Sveglia (per chi ha dormito) alle 7,30; ripartono camino e fornelli per il caffè mattutino.  Puntiamo alla cima del Pollaro. La dura salita scoraggia un po’ tutti; la vetta raggiunta dal solo Presidente (noblesse oblige). L’intero gruppo si attesta alla Fossa del Pollaro e raggiunge quindi l’anticima ovest dalla quale scorge la squadra condotta da Enzo Apicella, partita da Salerno la mattina.  Il ricongiungimento avviene alla Cappella ove sarà dato fondo alle residue provviste.

Ritorniamo quindi per il sentiero dell’andata fino al ponticello della sorgente Petrella.  Sandro propone  una variante che comporta un percorso un po’ più lungo  ma con il medesimo dislivello e viste molto suggestive sul Vallone di Vado Carpino e panorama eccezionale lungo la cresta di Raja della Quercia,  sotto i riflettori di uno splendido sole. Risaliamo dal Vallone uscendo sul Piano la Cerasa, presso un piccolo e simpatico rifugio. Prima di ridiscendere al Valico con altarino ed alla mulattiera dell’andata sostiamo a contemplare l’intera corona dei monti e l’armonioso pianoro che ci ha ospitati.

E’ il momento della piena soddisfazione e della  assoluta serenità che sogliono accompagnarsi al fine escursione.

E’ il momento di sciogliere il dilemma formulato all’inizio.  Quali che siano le vicende dell’orologio, quali che siano i tempi e le vicende della stessa sezione, quali che siano i suoi  rappresentanti, è sempre l’ora del Presidente, specie di un Presidente che - così come quello che ha appena terminato il suo mandato e che così come quello che lo ha ora intrapreso - sappia vivere sul campo ed in sede, tra le carte e tra i soci, la vita dell’ Associazione con pienezza di mente e di cuore.

 

Sandro Giannattasio e Francescopaolo Ferrara,

…ciascuno per la sua parte)