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SOTTO L’EGIDA DEL CAI, SARÀ LA 15ª REGIONE AD AVERE UN TALE PERCORSO TEMATICO

Inaugurazione del

”Sentiero Frassati” della Valle d’Aosta

Domenica 21 giugno 2009

Ayas - Frazione Fiéry

Non vi potrebbe essere più bella cornice da apporre al Sentiero Frassati, di quella offerta dalla testata della Val d’Ayas… è quel che percepirà l’escursionista percorrendo questo incantevole sentiero che, da un umile paesino di montagna impregnato di autentici valori, sale verso i più alti pascoli, laddove pochi passano e dove pochissimi riescono a viverci, attraversando secolari boschi, dove le piante paiono piene di storie da raccontare e dove gli animali selvatici sembrano voler rammentare agli uomini che transitano lo straordinario linguaggio della natura. Il calore e l’ospitalità di due rifugi vanno poi ad arricchire tale contesto tanto da renderlo un quadro di sublime creazione, meritevole di una solenne cornice: le note cime del Monte Rosa. Queste paiono come austere sentinelle guardiane sulla vallata, plasmate da severi ghiacciai custodi di leggende fantastiche.

La scelta del luogo è stata pressoché obbligata in quanto si tratta delle località dove la famiglia Frassati era solita soggiornare per le vacanze in montagna, fin da quando Pier Giorgio era ancora bambino; inoltre la zona è quella dove transitano alcuni fra i più importanti trekking della Valle d’Aosta quali l’Alta Via n.1 ed il Tour del Monte Rosa.

Si è cercato di realizzare un itinerario ad anello che valorizzasse le numerose bellezze e varietà del paesaggio, con un percorso comodo e ben segnalato, accessibile a qualsiasi escursionista, percorribile tranquillamente in una giornata e con il punto di partenza raggiungibile anche con mezzi pubblici.

 

Programma

 

Venerdì 19 giugno - Oropa e Pollone*

 

PRESENTAZIONE del SENTIERO nei LUOGHI FAMILIARI a PIER GIORGIO

 

Ore 16.00 Arrivo delle delegazioni di tutti i “Sentieri Frassati” d’Italia e sistemazione alberghiera presso la struttura ricettiva del Santuario di Oropa

Ore 17.00 Nell’ambito della Terza Edizione della Borsa internazionale dei  Percorsi Devozionali e Culturali presentazione ufficiale del “Sentiero Frassati” della Valle d’Aosta (Sala Convegni del Santuario)

Ore 18.00 "Momento Menabrea” con degustazione della rinomata birra biellese accompagnata

da prodotti tipici valdostani a cura del Comune di Fontainemore (coord.) e di altri Comuni valdostani

Ore 19.00 Visita alla villa Ametis-Frassati di Pollone guidata dalle nipoti di Pier Giorgio

Ore 21.00 Cena e pernottamento ad Oropa

 

(*) Necessaria la prenotazione presso il coordinatore nazionale dei “Sentieri Frassati”

(331.3599053 – antonello.sica@alice.it)

 

al mattino del sabato trasferimento in Valle d’Aosta

 

Sabato 20 giugno – Bard e Ayas*

 

BENVENUTI  in  VALLE d’AOSTA!

 

Ore 10.00 Prima accoglienza al Forte di Bard delle delegazioni dei “Sentieri Frassati”

Ore 10.30 Visita del Museo delle Alpi e della mostra “Verso l’alto. L’ascesa come esperienza del sacro”

Ore 16.30 Arrivo a Champoluc e sistemazione in albergo

Ore 18.00 Saluti e presentazione del “Sentiero Frassati” della Valle d'Aosta

Ore 18.30 Aperitivo

Ore 19.30 Cena

 

(*) Necessaria la prenotazione presso il coordinatore nazionale dei “Sentieri Frassati”

(331.3599053 – antonello.sica@alice.it)

 

Domenica 21 giugno – Ayas

 

ore 7.30 Ayas, frazione Saint-Jacques

Partenza per il “Sentiero Frassati” con l’assistenza di Guide Alpine, Guide Escursionistiche ed Accompagnatori CAI

Per i partecipanti che intendono percorrere solo parzialmente il “Sentiero Frassati” la partenza è prevista alle ore 9.30

 

ore 11.00 Ayas, frazione Fiéry

Santa Messa presieduta da Mons. Giuseppe Anfossi, Vescovo di Aosta

 

ore 13.00 Ayas, frazione Saint-Jacques  Degustazione di prodotti tipici valdostani

Info: Consorzio turistico Monterosa 0125 - 307392   info@valdayas-monterosa.com

 

Descrizione del percorso

Lasciato l’abitato di Saint-Jacques si sale su comoda mulattiera fra boschi di conifere fino a raggiungere la località Fiéry a quota 1.875 m, dove sorge l’ex “Albergo Bellevue” che veniva abitualmente frequentato dalla famiglia Frassati.  Da qui il sentiero sale per un primo tratto piuttosto ripido in direzione colle Cime Bianche fino nei pressi dell’alpe Vardaz a quota 2.334 m scendendo poi sulla destra nell’incantevole pianoro di Cères (meglio conosciuto come “valletta amena”).  Attraversato quest’ultimo, il percorso prosegue verso Pian di Véraz inf.re a quota 2.069 m dopo aver superato un suggestivo passaggio nel torrente Cères. Dai piedi dei colossi del Monte Rosa un comodo sentiero a mezza costa conduce in località Résy a quota 2.066 m, panoramica terrazza naturale, dove sono ubicati i rifugi Ferraro e Guide Frachey. Giunti a questo punto si riprende la discesa verso Saint-Jacques durante la quale, fra imponenti larici, si incontra un cippo commemorativo dedicato a Pier Giorgio Frassati.

clicca per  la locandina  -  l'invito  -  il programma

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I Sentieri Frassati d’Italia

"Montagne montagne montagne, io vi amo." Questa dichiarazione d'amore, così profondamente semplice e intensa, è di Pier Giorgio Frassati (1901-1925) il giovane torinese - beatificato nel 1990 e socio, tra l'altro, anche del Club Alpino Italiano - che "amava la montagna e la sentiva come una cosa grande, un mezzo di elevazione dello spirito, una palestra dove si tempra l'anima e il corpo". In tutto il suo agire, e perciò anche nell'aspro fascino dei monti, Pier Giorgio ha sempre ben palesato la quotidiana ricerca di Dio: "Ogni giorno m'innamoro sempre più delle montagne - scriveva ad un amico - e vorrei, se i miei studi me lo permettessero, passare intere giornate sui monti a contemplare in quell'aria pura la Grandezza del Creatore". Una contemplazione arricchita dalla gioia per la compagnia degli amici e intensificata dal raggiungimento di vette sempre più alte: "Sempre desidero scalare i monti, guadagnare le punte più ardite; provare quella gioia che solo in montagna si ha".

Con la sua testimonianza di vita profondamente incentrata - per dirla in sintesi - sulla "carità gioiosa", nella quale trovava ragione e alimento ogni suo impegno (dal sociale al familiare, dal religioso al politico) Pier Giorgio Frassati ha in fondo tracciato "il sentiero" per tutti quei giovani che davvero, come diceva lui, vogliono "vivere e non vivacchiare". All'indomani della beatificazione è stato, perciò, del tutto naturale, all'interno del C.A.I., pensare di dedicargli proprio un sentiero, magari in ogni regione d'Italia, piuttosto che la cima di un monte, come peraltro aveva già fatto in passato il padre De Agostini in Patagonia. Con il motto "Per incontrare Dio nel Creato" abbiamo dunque iniziato, nel 1996, da Sala Consilina (in provincia di Salerno) con il "Sentiero Frassati della Campania", regione dalla quale l'idea era partita. Da allora quasi ogni anno è stato aperto un nuovo "Sentiero Frassati", come si può vedere dall'elenco delle inaugurazioni. Non vorremmo, però, che una rapida scorsa all'elencazione dei sentieri sinora dedicati a Pier Giorgio Frassati desse l'impressione che tutta quest'iniziativa sia imperniata intorno ad una mera rievocazione della figura - peraltro esemplare - del giovane beato piemontese. Tutt'altro! Fin dal suo nascere, la dedica a Pier Giorgio Frassati di un sentiero eletto in un ambiente ricco ad un tempo di valori naturalistici, storici e religiosi ha voluto rappresentare, per quanti a vario titolo vi hanno preso parte, un'autentica esperienza di vita, nel solco della sua testimonianza. E qui la parola dovrebbe andare, innanzi tutto, ai tanti amici che vi hanno fino ad oggi lavorato con passione, affidando il vero senso di questa esperienza a quel simbolico ma intensissimo gesto di benedire ogni nuovo sentiero mescolando le acque provenienti da tutti i precedenti percorsi. Per tutti valgano qui, le parole che Vito Oddo, allora Presidente del C.A.I. di Siracusa, ebbe a dire per l'inaugurazione del "Sentiero Frassati" più meridionale d'Italia: "Dedicare un sentiero al Beato Frassati può sembrare quasi un atto di egoismo. E' come se si volesse dedicarlo a noi stessi, alla passione per la montagna e all'amore verso la natura che condividiamo, in quanto soci del C.A.I., con Pier Giorgio Frassati. In realtà è un atto di amore verso Colui che ha creato queste cose e che, nella sua infinita bontà, donandoci l'esempio di Pier Giorgio, ha voluto ricordare che la vita deve essere arricchita da altri valori. Da quella fede e da quella capacità di impegnarsi nel sociale e a favore di chi ha bisogno che ha illuminato il cammino di Pier Giorgio Frassati."

Pier Giorgio Frassati espresse il suo entusiasmo giovanile in idee e azioni di forte impronta spirituale e dedicò le sue migliori energie agli ammalati, fino al punto da rimanere probabilmente contagiato dalla poliomielite fulminante e morirne in pochi giorni.


Chi era Pier Giorgio Frassati

Pier Giorgio Frassati nasce a Torino il 6 aprile 1901 da una famiglia di origine biellese. Il padre Alfredo, fondatore, proprietario e direttore del giornale "La Stampa", amico di Giovanni Giolitti, brillante esponente della cultura e della politica di stampo liberale, diverrà nel 1913 il più giovane senatore del Regno e, nel 1920, ambasciatore d'Italia a Berlino. La madre, Adelaide Ametis, allieva del Delleani, è una pittrice valente ed apprezzata. Luciana, la sorella di Pier Giorgio, più giovane di lui di un anno (nata il 18 agosto 1902 e morta a 105 anni il 7 ottobre 2007), li definirà "due genitori autorevoli e ingombranti".

Pier Giorgio trascorre un'infanzia normale, vivace e generosa, frequenta le scuole ginnasio-liceo Massimo D'Azeglio e l'Istituto Sociale retto dai Padri Gesuiti. Grazie a Padre Lombardi, nel 1913 può accostarsi alla comunione quotidiana fortemente raccomandata da S. Pio X. È portato verso l'armonia e La bellezza delle cose: la pittura, l'arte, la musica. La letteratura, la poesia accompagnano i suoi giorni lieti. Dopo il liceo, a 18 anni, si iscrive al Politecnico per fare ingegneria industriale meccanica, con specializzazione mineraria. È il 1919, nel periodo scottante del primo dopoguerra.

Sono tempi di fermento, anche all'università ci sono grandi dibattiti sul futuro che l' Italia deve avere. Il confronto è acceso, i "rossi" (socialisti), i "bianchi" (cattolici) e i "neri" (fascisti) non vanno tanto per il sottile nella battaglia delle idee. Pier Giorgio decide di entrare nel circolo "Cesare Balbo" della FUCI, all’interno del quale ha molti amici tra gli studenti. È un momento molto importante, perché coincide con un più deciso impegno di Pier Giorgio nella società, in nome e a partire dai suoi ideali cristiani, mentre incombe sul paese la crisi politica che sarebbe sfociata nel fascismo. Le sue intense giornate si dividono tra gli impegni di studio e la partecipazione ad incontri, dibattiti, convegni. Tutto questo tra i frequenti soggiorni in Germania e i momenti di riposo e di distensione trascorsi sui monti; tra la dedizione alle opere di carità e l'impegno politico, sociale, culturale.

È iscritto al Partito Popolare Italiano, alle Conferenze di San Vincenzo, al Circolo Milites Mariae della Gioventù Cattolica, alla Pax Romana, un'organizzazione internazionale che riunisce i cattolici intenzionati a promuovere la pace; fa lavoro di propaganda per i giornali cattolici. Prende parte attiva alla vita delle associazioni cattoliche, partecipando, tra l'altro, ai vari Congressi Eucaristici che si svolgono in quel periodo in alta Italia. È socio del CAI e della Giovane Montagna, dove ha molti amici, con i quali condivide la passione per la Montagna.

Nel maggio del 1924, con i suoi amici più stretti, fonda La società dei Tipi Loschi, una società dal volto semiserio. Lo scopo è quello di aiutarsi a vivere da cristiani, incontrarsi, mettere in comune le esperienze della vita e la preghiera che è il vero collante che li unisce. Il segreto della sua forza e della sua attività spontanea e generosa sta nella preghiera: l'Eucaristia quotidiana e il rosario sono i pilastri che danno le basi e lo slancio alle sue intense giornate di attivista dell'Azione Cattolica. Continua il suo apostolato tra le famiglie più povere, che va a trovare regolarmente; dopo la sua morte saranno tantissimi i poveri a testimoniare che quando arrivava Pier Giorgio nelle loro case o lo si incontrava per strada, era un avvenimento che riempiva di gioia e faceva dimenticare la propria miseria.

Verso la fine di giugno del 1925 Pier Giorgio comincia ad accusare alcuni malesseri. In sei giorni la poliomielite fulminante, probabilmente contratta nella sua attività di assistenza agli ammalati, stronca il suo fisico apparentemente indistruttibile. Si spegne serenamente il 4 luglio 1925. La folla che partecipa ai funerali è sterminata; giovani, anziani, ricchi, poveri, tutti Lo conoscono, pochi sanno che è un Frassati; la sua dedizione al prossimo, la sua testimonianza di fede aveva fatto di lui una persona amata da tutti al di là del ceto sociale d'appartenenza.  

Gli amici di Pier Giorgio, i compagni, quanti lo hanno conosciuto e amato chiedono che La Chiesa dia inizio all'iter per la sua canonizzazione. Il 4 luglio 1926, ad un anno esatto dalla morte del giovane Frassati, l'Abbé Henry intitola a Pier Giorgio un rocher sotto L'Aiguille de Valsorey (3160 m). Il 14 agosto dello stesso anno anche due "denti" della vicina catena del Gran Combin prendono il nome di Pier Giorgio Frassati per iniziativa dell'avvocato Quaini. Nello stesso periodo l'Azione Cattolica maniaghese colloca una targa commemorativa dedicata a Pier Giorgio su uno spuntone di roccia, in Località "Strada Piana" sul Monte Jouf a quota 700 m circa (sentiero CAI 983). Contemporaneamente, un gruppo di giovani dell’Azione Cattolica maniaghese sceglie Frassati come "protettore". Il 1° gennaio del 1936, nella cordigliera della Aride argentine, nel gruppo Fitz-Roy, un picco di 2900 m viene battezzato con il nome di Pier Giorgio: l'iniziativa è dell’esploratore salesiano padre Alberto Maria De Agostini di Pollone.

Nel corso del ventennio fascista sorsero in molte parti d’Italia “Ville Alpine” intitolate a Pier Giorgio Frassati. Erano case “per il soggiorno delle famiglie dei lavoratori”. Una di queste si trovava a Córteno Golgi ed è ora casa per ferie dei seminaristi della Diocesi di Brescia. Al suo interno vi sono ancora ricordi della vecchia intitolazione (ora cancellata) e immagini di Pier Giorgio Frassati.

Passano gli anni, finché il 20 maggio 1990, Papa Giovanni Paolo II proclama Pier Giorgio Frassati Beato e lo indica ai giovani del nostro tempo come modello da imitare. All'indomani della beatificazione, all'interno del Club Alpino Italiano, si sviluppò l'idea (lanciata dalla Sezione CAI di Salerno) di intitolargli un sentiero di particolare interesse naturalistico, storico e religioso in ogni regione d’Italia. E finalmente nel 1996, firmando la prefazione al volume che presentava il primo "Sentiero Frassati" d'Italia – quello di Sala Consilina, in provincia di Salerno – l'allora Presidente generale del CAI, Roberto De Martin, diede pieno sostegno all'ambizioso progetto che ad oggi annovera, con l'inaugurando "Sentiero Frassati della Valle d'Aosta", ben quindici "Sentieri Frassati" regionali (Campania, Piemonte, Calabria, Sicilia, Toscana, Marche, Veneto, Molise, Abruzzo, Liguria, Umbria, Friuli, Basilicata, Lombardia e, appunto, Valle d'Aosta).

Dopo l'inaugurazione del "Sentiero Frassati internazionale di Pollone", avvenuta in occasione del Giubileo del 2000, è auspicio di Antonello Sica - coordinatore nazionale del progetto del C.A.I. - espandere l'idea anche oltre i confini d'Italia.

(Testi consultati: Il sentiero Frassati della Liguria – Supplemento straordinario al notiziario della Giovane Montagna, sez. di Genova. Sito internet: www.sentierifrassati.org)


Alcuni siti per approfondire la conoscenza della figura di Pier Giorgio Frassati e l’iniziativa dei Sentieri Regionali a lui dedicati:

http://www.piergiorgiofrassati.it/

http://www.sentierifrassati.org/

http://www.tipiloschi.com/

http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Giorgio_Frassati