prima  pagina

notizie dal mondo CAI

newsletter

organi e statuto

storia della sezione

territorio

attivita'

calendario escursioni

alpinismo giovanile

alpinismo arrampicata

sci-escursionismo

tutela ambiente montano

gruppo speleologico

sentieristica

biblioteca

pubblicazioni

il Varco del Paradiso

cronache picentine

cronache a passo ridotto

i libri di vetta

i martedi' del CAI

flora

fotografie

varieta'

link  e  meteo

la sede

contattaci

 

.

il "bollino" del 2020

 

 

 

COLLINE SALERNITANE

SENTIERO 121

clicca per la descrizione

clicca per la cartina del tratto urbano

 

Per ottenere la chiave di accesso alla pineta del Castello di Arechi

telefonare ad Aldo Tisi 3477227413

Tutela Ambiente Montano

torna su ] Scheda degrado ] Bidecalogo ] Charta di Verona ] Tavole Montagna ] Norme autoregolamentazione CAI ] Arrampicata sportiva ] Altri documenti ] Fauna Alpina ]


 

clicca per vedere la scheda per la segnalazione di eventuali fenomeni di degrado ambientale delle nostre montagne

 

Responsabile: Rossana Braca

Commissione  T. A. M.  della Sezione di Salerno:

 Rossana Braca - Operatore Regionale T.A.M. della Campania

 Myriam Caputo - Operatore Regionale T.A.M. della Campania

 Paola Daniele - Operatore Regionale T.A.M. della Campania

 Alma Pietrosanto - Operatore Regionale T.A.M. della Campania

 Nicola Iacuzio - Operatore Sezionale T.A.M.

 

Contatti e-mail: info@caisalerno.it

T.A.M.

L'acronimo significa "Tutela dell'Ambiente Montano"

Per la Tutela dell'Ambiente Montano, attualmente esistono le seguenti strutture:

-       La Commissione Centrale TAM

-       L'Agenzia per l'Ambiente

-       L'Osservatorio Tecnico per l'Ambiente

-       Le Commissioni Regionali TAM

-       Le Commissioni Sezionali TAM

Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano - CCTAM

La Commissione Centrale per la Tutela dell'Ambiente Montano venne costituita dal CAI nel 1984 ed e' impegnata per la tutela dell'ambiente montano e per sviluppare un'adeguata cultura della montagna.
La CCTAM e' stata l'evoluzione dalla precedente Commissione protezione della natura Alpina (CCPNA), con la quale, nel 1968, il CAI inizio' a rivolgersi ai soci con la richiesta di "collaborare attivamente a tutte le opere intese a conservare ed a difendere la natura alpina, essere i primi a propagandare, dandone l'esempio, il rispetto delle bellezze del paesaggio, l'amore per la flora e la fauna, il profondo senso di soggezione di fronte a tutti gli aspetti della montagna; solo cosi' sara' completo il godimento di un'ascensione o di una escursione."

La CCTAM tra i suoi compiti promuove e diffonde la conoscenza dei valori dell'ambiente, delle criticita' e della necessita' della sua tutela, avvalendosi di adeguate conoscenze e studi per un modello di gestione ambientale sostenibile e compatibile; promuove azioni di informazione, sensibilizzazione e formazione in materia di educazione alla sostenibilita'; propone al Consiglio Centrale iniziative di salvaguardia dell'ambiente naturale e culturale montano, con particolare riguardo ad azioni di tutela preventiva; denuncia alla Presidenza Generale del CAI e alla Segreteria Ambiente ogni manomissione dell'ambiente naturale montano, suggerendo iniziative adeguate; promuove la costituzione di analoghe Commissioni Regionali e Interregionali, favorendo la formazione tecnica e l'informazione dei quadri tecnici delle Commissioni stesse, per assicurare uniformita' di intenti e di indirizzo. Operativamente la TAM del CAI e' presente sul territorio nazionale con sedici Commissioni regionali e con Gruppi sezionali in altre regioni, inoltre si avvale di mirati Gruppi di lavoro.

L'operativita' dovrebbe essere assicurata dalle seguenti figure: gli Operatori Regionali TAM e gli Operatori Nazionali che dovrebbero fungere da coordinatori e da riferimento per la politica ambientale del CAI (cosa e come fare per affrontare i diversi problemi di tutela dell'ambiente). Ambedue le figure vengono formate con dei corsi specifici che vengono indetti a livello regionale (Corso base) e nazionale (Corso nazionale). Essi vengono iscritti in un albo e sono tenuti a svolgere attivita' documentata pena la decadenza del titolo.

Per farvi parte occorre oltre, ovviamente, ad essere soci del CAI, solo l'essere interessati all'impegno nella tutela dell'ambiente montano e, nel caso si voglia essere inseriti organicamente come operatori, partecipare ai corsi di formazione.

In modo sintetico i compiti della TAM, da svolgere per mezzo dei suoi operatori, sono:

-       la consulenza su problematiche ambientali

-       le segnalazioni di emergenze, alterazioni all'ambiente, irregolarita' ecc.

-       la sensibilizzazione di soci e non (educazione ambientale)

L'attivita' della TAM si sovrappone spesso a quella di altre figure tecniche presenti nel CAI, in particolare l'Alpinismo Giovanile, l'Escursionismo, la Speleologia in quanto e' fondamentale avere non solo una conoscenza tecnica ma anche etica e di cultura ambientale della montagna e delle attivita' che in essa si vogliono svolgere.

DOCUMENTI STATUTARI CAI

L'articolo 1 dello Statuto, pone al centro di ogni interesse ed azione la montagna:

Art. 1 - "Il Club Alpino Italiano (C.A.I.), fondato in Torino nell'anno 1863 per iniziativa di Quintino Sella, libera associazione nazionale, ha per iscopo l'alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale";

Regolamento Generale:

Art. 13 - "L'appartenenza al Club Alpino Italiano implica l'obbligo di osservarne lo Statuto, il Regolamento Generale e tutte le norme che vengono emanate, ai sensi degli stessi, dai competenti organi sociali."

- Nel 1981 il CAI, riunito in Assemblea straordinaria a Brescia, ha approvato "Il Bidecalogo", documento programmatico che in venti punti fissa le norme per la protezione della natura alpina.

- Nel 2013, il CAI, nel 150' della fondazione, riunito in Assemblea a Torino, ha approvato il "Nuovo Bidecalogo" che rivisita la stesura del 1981 e attualizza le linee di indirizzo e di autoregolamentazione del CAI in materia di ambiente e

Leggi il "Nuovo Bidecalogo" del Club Alpino Italiano.

Linee di indirizzo e di autoregolazione del CAI in materia di ambiente e tutela del paesaggio

Approvato definitivamente dall'Assemblea dei delegati del 25-26 maggio 2013 a Torino, questo documento riassume, in venti punti, le regole che ogni socio CAI si impegna a rispettare in tema di tutela ambientale e di comportamenti etici durante le attivita' in montagna.

Una tappa importante nell'anno dei festeggiamenti del 150' del Club alpino italiano e' stata l'approvazione, durante l'Assemblea dei Delegati del 25-26 maggio 2013 a Torino, del "Nuovo Bidecalogo".

Alla luce dei cambiamenti climatici in atto e del grande interesse che oggi riveste l'equilibrio dell'ecosistema montano, e' stato ritenuto doveroso da parte del Sodalizio rivisitare i propri documenti di indirizzo (Mozione di Predazzo, Bidecalogo, Charta di Verona, Tavole di Courmayeur) pervenendo ad un unico ed articolato documento, che riassume le posizioni del Sodalizio in merito alle molteplici e complesse tematiche ambientali.

Il nuovo documento deve essere il punto di riferimento di ogni Socio CAI in tema di tutela ambientale e di comportamenti etici durante le attivita' in montagna, cosi' proprio come indicato nello Scopo della nostra associazione.

 "Perche' un pensiero cambi il mondo, bisogna che cambi prima la vita di colui che lo esprime. Che cambi in esempio": con questa riflessione Albert Camus, nei suoi Taccuini, sottolineava come solo la coerenza, espressa da esempi concreti, possa dare viva forza ad un'idea e consentirle di operare un'autentica trasformazione.

Muovendo da tale considerazione, il Nuovo Bidecalogo, approvato dall'Assemblea dei delegati di Torino in occasione del 150' di Fondazione del CAI, contenente linee di indirizzo e di autoregolamentazione in materia di ambiente e tutela del paesaggio, rappresenta la conferma della nostra persistente sfida culturale, sia all'interno, che all'esterno del Sodalizio.

In un Paese che pure eleva a rango costituzionale, all'art. 9, la tutela del paesaggio, la realta' si presenta ben diversa e proiettata verso il rifiuto di qualsiasi limite, a prescindere da quali possano essere le conseguenze dell'agire e dalla constatazione che questo inseguimento esasperato di qualsivoglia appagamento genera solo una perenne insoddisfazione.

Di contro, "e' giunto il momento di prestare nuovamente attenzione alla realta' con i limiti che essa impone, i quali a loro volta costituiscono la possibilita' di uno sviluppo umano e sociale piu' sano e fecondo. L'interpretazione corretta del concetto dell'essere umano come signore dell'universo e' quella di intenderlo come amministratore responsabile".

Si tratta di condivisibile riflessione contenute nella "Laudato Si" di Papa Francesco, che vanno di pari passo con le scelte poste alla base del nostro Bidecalogo, orientate nella direzione di un effettivo e corretto sviluppo umano e di una "amministrazione responsabile" dell'ambiente.

Il costante richiamo al senso del limite, inteso, pero', come espressione di liberta', nella scelta dei propri comportamenti, rappresenta la grande sfida cui siamo chiamati.

Sobrieta' nei comportamenti e attenzione responsabile circa le conseguenze degli stessi, sono la sintesi di questo documento che ben esprime il nostro comune sentire.

A ciascuno di noi tocca ora il compito di darvi corretta e coerente attuazione.

Vincenzo Torti, (Presidente Generale CAI)

LA DIFESA DELL'AMBIENTE PER I SOCI DEL CAI
di Annibale Salsa (Past Presidente generale del CAI)
Che cosa significa affrontare il problema della difesa dell'ambiente per gli aderenti ad una Associazione come il Club Alpino Italiano? La domanda non mi pare ne' scontata ne' accademica. Non e' scontata perche' i club alpini sono associazioni di frequentatori della montagna e non di soli protezionisti della natura. La frequentazione comporta infatti un impatto sull'ambiente (naturale ed umano) di persone animate dalla voglia di esplorare e di conoscere il territorio nonche' dal desiderio estetico, emotivo e fisico di ricavarne piacere o appagamento. In queste motivazioni di fondo si rileva la "diversita'" dei club alpini rispetto alle associazioni ambientalistiche tout court. La preoccupazione prioritaria per noi e' e deve essere quella di una frequentazione responsabile dell'ambiente montano, compatibile con l'esigenza del rispetto di territori delicati sotto il profilo ecologico e di paesaggi particolari sotto il profilo antropologico ed etnografico. Un ambientalismo ispirato alla sola esclusiva filosofia del "non agire" o dell'"eden incontaminato" non ci appartiene. Non e' accademica, inoltre, perche' deve tradursi in modi di comportamento accettati e condivisi da tutti gli aderenti e non da poche "anime belle" depositarie di un sapere scientifico elitario. In altre parole, l'impegno ambientalista del socio CAI - in qualunque settore associativo lo veda impegnato - si deve esplicare in atti di attenzione e sensibilita' verso l'ecosistema montagna nella sua complessita', con un solido ancoraggio al "principio di realta'": una realta' fragile e precaria da fruire con circospezione.

Ecco allora che il problema viene ad acquistare un significato culturale e morale. La sua rilevanza e' infatti misurata dal grado di maturazione critica di alpinisti ed escursionisti consapevoli che il loro "terreno di gioco" deve essere visto piu' come presa di coscienza del senso del limite che la montagna impone, piuttosto che di spazio da consumare nella ricerca ossessiva della performance tecnica. Il percorso formativo del socio dovra' quindi perseguire obiettivi di autoregolamentazione etico-comportamentale capaci di trasformare l'impegno alla salvaguardia ambientale in un imperativo categorico della coscienza morale. Meglio quindi se il "Tu devi" scaturisce da una sensibilita' condivisa che da un'obbligazione imposta per mezzo di una codificazione astratta e lontana dal vissuto territoriale. La filosofia e la politica ambientali del Club alpino italiano, con la messa a punto dei documenti elencati in questa pubblicazione, vanno proprio nella direzione di aiutare gli alpinisti e gli escursionisti ad una pratica di frequentazione della montagna che lasci dietro di se' soltanto i segni materiali ed immateriali dell'intelligenza.

(tratto da una pubblicazione del CAI sui temi di etica ed ambiente

Approfondimenti

DOCUMENTI LEGISLATIVI EUROPEI/NAZIONALI/REGIONALI

            1991 - Legge quadro sulle aree protette 394/91

            1992 - Direttiva 92/43/CEE "Habitat"

            1992 - Agenda 21 - Summit della terra, Rio de Janeiro 1992

            1994 - Legge sulla montagna n.97

            2009 - Direttiva uccelli

CARTA DI FONTECCHIO

           2016 - Carta di Fontecchio

I QUADERNI TAM

I Quaderni della CCTAM pongono attenzione a temi riguardanti tutela, impatto, inquinamento sostenibilita', governance, politiche di coesione, biodiversita' e sostenibilita'. Sono frutto di collaborazioni diverse, anche a seguito di aggiornamenti TAM ed approfondimenti tematici. I Quaderni forniscono indicazioni tecniche, modelli di riferimento, dati di base e stimoli alla riflessione. I documenti sono a disposizione di scuole ed agenzie educative e consentono a chi agisce per la tutela dell'ambiente montano e ai soci del CAI di affrontare adeguatamente le problematica illustrate. Tra gli obiettivi quello di indurre attenzione e sensibilita' favorendo la diffusione di una "cultura dell'ambiente e della sostenibilita'", orientativi al cambiamento dello stile di vita. Il CAI e' interessato a promuovere azioni integrate e di sistema tali da mettere in relazione strumenti educativi e partecipativi con politiche e programmi sociali e ambientali. Un sentiero non semplice da percorrere che richiede impegno e condivisione da parte di tutti in materia di tutela dei beni culturali, naturali e paesaggistici, con scelte efficaci per la qualita' del vivere ed il benessere.

 

Quaderno TAM n. 1 - 3' edizione 2008
NORME DI TUTELA

clicca per Quaderno TAM n. 1-3' ed. 2008

 

Quaderno TAM n. 2 - 2005
Problemi energetici e ambiente

clicca per Quaderno TAM n. 2 - 2005

 

Quaderno TAM n. 3 - 2009
Energia dall'acqua in montagna

clicca per Quaderno TAM n. 3 - 2009

 

Quaderno TAM n. 4 - 2009 Parchi e CAI

clicca per Quaderno TAM n. 4-2009

 

Quaderno TAM n. 5 - 2010
Montagna neve e sviluppo sostenibile

clicca per Quaderno TAM n. 5 - 2010

 

Quaderno TAM n. 6 - 2011
Trent'anni di Bidecalogo 1981-2011

clicca per Quaderno TAM n. 6 - 2011

 

Quaderno TAM n. 7 - 2014
Problemi energetici ed ambiente

clicca per Quaderno TAM n. 7 - 2014

 

Quaderno TAM n. 8 - 2015
Nuovo Bidecalogo

clicca per Quaderno TAM n. 8 - 2015

 

Quaderno TAM n. 9 - 2018
Idroelettrico e montagna

clicca per Quaderno TAM n. 9 - 2018

 

PROGETTO MEDIMONT PARKS - montagne mediterranee protette
Sentieri di approccio

clicca per Progetto Medimont Parks